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Abete bianco

L'Abete Bianco è una pianta molto longeva, potendo raggiungere anche gli 800 anni di età, e molto antica: era presente sulla terra già 55 milioni di anni fa! Ha portamento maestoso, forma slanciata e può raggiungere anche i 50 metri di altezza. La sua chioma è meno folta di quella dell'abete rosso lasciando al sottobosco una maggiore possibilità di espandersi. Un'altra caratteristica che lo distingue dall'abete rosso sono i coni ( le "pigne"), lunghi 10- 18 cm , che invece di essere penduli sono rivolti verso l'alto. Inoltre non cadono, ma restano sul ramo dove si sgretolano squama per squama. Il suo legno giallo chiaro è robusto e molto leggero e quasi privo di resina. Da esso si distilla l'essenza di trementina, usata in medicina per contusioni e distorsioni. Molte foreste dove è presente l'Abete Bianco non sono spontanee, ma sono state piantate dall'uomo: sugli Appennini l'abete bianco cresce insieme al faggio alle quote più basse di diffusione di questo albero. Oggi sopravvivono pochi esemplari sul monte Cimone, sull'Amiata, sul Gran Sasso. A determinarne la scomparsa è stato il largo uso che se ne è fatto in passato: i lunghi tronchi dell'Abete Bianco sono stati ricercati per secoli per le grandi costruzioni edili e per farne alberi per le navi.

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Abete rosso
L'Abete Rosso, conosciuto anche come Peccio, è noto anche in altre parti del mondo molto lontane da noi: altro non è che l'albero di Natale, erede di una antichissima tradizione dei popoli scandinavi legata al ritorno della luce dopo il solstizio di inverno. Le più grandi abetaie delle Alpi, tra gli 800 e 1800 metri di altitudine, sono formate quasi esclusivamente da Abeti Rossi. La chioma ha grande capacità di ombreggiamento, con rami principali molto inclinati da cui partono rami secondari penduli ed il sottobosco è quasi del tutto assente a causa della densità delle chiome. L'Abete Rosso deve il suo nome al colore della corteccia bruno-ruggine e si riconosce facilmente per i coni ( le "pigne") allungati e pendenti all'ingiù, che cadono interi. In Italia è diffuso nelle valli alpine e negli Appennini sino in Toscana. Particolarmente famose sono le abetaie del Cadore, nelle Dolomiti, che nei secoli della Repubblica di Venezia contribuirono alle costruzioni navali e quindi alla fortuna della Serenissima. Il suo legno, inoltre, considerato molto pregiato è utilizzato per la costruzione di strumenti musicali, in particolare le casse di risonanza dei violini.

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