Come smontare un paio di jeans di Gabriella Gai

 

Perché smontare un vecchio paio di jeans? Perché il jeans è anche materiale tessile da trasformare... questa è un'affermazione di Gabriella Gai, architetto, maestra d'’arte e delle arti applicate nella moda e nel costume, che ci ha messo a disposizione questo suo tutorial: Come smontare un paio di jeans. Eclettica di natura, ha sviluppato differenti esperienze professionali, spaziando tra la progettazione architettonica, lo studio e il design di interfacce web, l’'editoria multimediale. Ma l'’interesse per i tessuti, la possibilità di progettare oggetti che una volta cuciti, decorati, ricamati diventano tridimensionali l’'ha sempre accompagnata. Ed è così che una passione nascosta utile ad esprimere creatività ed abilità l’'ha trasformata in un'’artigiana evoluta. Gabriella ora progetta, produce e vende i suoi oggetti da collezione utilizzando la rete come canale commerciale. Vive e lavora a Torino. Il suo brand in Rete è Gaigì.
Gabriella Gai ha un suo blog di riferimento all’indirizzo: www.gabriellagai.it

Se vuoi vedere cosa fare con le parti smontate di un jeans segui il tutorial di Carmen Laruccia: Borsa-tasca in jeans decorata con strass
oppure le spiegazioni di Gerolama Nieddu per realizzare una Parure collana ed orecchini in tessuto jeans

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 PERCHE' SMONTARLO?

Come smontare un paio di jeans di Gabriella Gai

GLI ATTREZZI DA UTILIZZARE 

 Ottenere sezioni di tessuto interessante, fonte di ispirazione per nuovo design di riutilizzo dipenderà fortemente dal metodo con il quale smonteremo il nostro jeans da riciclare. Dovremo infatti imparare a leggere il materiale ottenuto dopo l’'operazione di divisione: non siamo di fronte a un foglio bianco, ad una pezza di tessuto da srotolare con altezza fissata dalla produzione di un telaio, ma a sezioni di un oggetto ben definito, prodotte dal taglio di un jeans di differenti dimensioni, dovute essenzialmente alla taglia di origine. Otterremo parti di tessuto più o meno grandi rispetto a quest'’ultimo parametro: taglie più piccole = meno tessuto; taglie più grandi = più tessuto! Gli attrezzi adeguati per smontare un jeans sono indispensabili. Il denim, le cuciture sono robuste, quindi saranno necessari attrezzi sicuri e affilati. Due paia di forbici (una grande per taglio tessuti, una media da cucito) e un taglia asole saranno l’'ideale. Una sola raccomandazione: forbici e taglia asole sono… strumenti da taglio che vanno manovrati con abilità e cura. Poniamo attenzione al loro uso perché potremmo ferirci facilmente.Come smontare un paio di jeans di Gabriella Gai

LETTURA DEL NOSTRO DENIM DA RICICLO

Per noi designer la lettura ha molti più significati. Spesso significa leggere materiali, oggetti, colori e imparare il loro linguaggio, per poter dialogare con loro e quindi da loro farsi ispirare. Proviamo allora ad applicare tale concetto al nostro jeans. Non è solo il tessuto che possiamo ricavare ad interessarci, ma particolarmente i dettagli che possiamo in qualche modo salvare dall’'operazione di sezione. Pensiamo quindi a usare gli attrezzi scientificamente, dopo aver osservato il nostro jeans. Pensiamo a cosa vogliamo fare dopo. Solo il nostro progetto saprà guidarci nell'’operazione di sezione. E se il progetto non ci è ancora chiaro, allora qualche semplice suggerimento tecnico potrà tornarci utile, per ottimizzare al massimo il processo di smontaggio. E’ l'’intento di questo piccolo manuale.

 

I PASSANTI

In un classico jeans i passanti sono di solito cinque: due sul davanti per sostenere utilmente una cintura; due sui fianchi; uno in centro vita dietro. Attaccati in parte alla cintura, in parte al pantalone con un particolare tipo di cucitura molto robusta chiamata travetta, per essere recuperati devono essere prima incisi nella cucitura con il taglia asole (vedi immagine).
Successivamente la forbice da cucito, usata con pazienza e precisione concluderà la separazione del passante dalla sua sede. Con lo stesso procedimento, ma con molta più attenzione procediamo a incidere la travetta che unisce il passante al pantalone. In questo caso il passante è unito ad uno strato singolo di tessuto pertanto nell'’incisione è possibile tagliare il denim danneggiandolo con un foro che non ha le caratteristiche di un foro vintage, ma di un taglio, non bello da vedere (differentemente la travetta che unisce il passante alla cintura è cucita su un doppio strato di tessuto). Applichiamo lo stesso metodo, procedendo con pazienza e precisione, a tutti i passanti del pantalone ed otteniamo i primi gioielli del nostro jeans. Osserviamo come sono fatti: perfetti, tutti uguali in lunghezza. Scucendo con meticolosità potremo conservare la travetta nel classico filato arancio, caratteristica principale della lavorazione di un capo in jeans.
Come smontare un paio di jeans di Gabriella Gai

Come smontare un paio di jeans di Gabriella Gai

LA CINTURA

Come smontare un paio di jeans di Gabriella Gai

Cosa altro troviamo nella zona cintura del pantalone? L'’etichetta del jeans, elemento che ci fa immediatamente comprendere con quale jeans ci stiamo confrontando; marchio di fabbrica che lo fa diventare oggetto del desiderio, sul quale si costruisce tutta l'’operazione di comunicazione e marketing del prodotto. Dovremo sicuramente toglierla, per poi scoprire che la sua impronta rimarrà per sempre. Rimuoverla è semplice. Sarà sufficiente con le forbici da cucito tagliare alcuni punti per innescare lo sfilamento automatico di quel tipo di cucitura. La Levi’s produce jeans con un’ etichetta fatta di un materiale che simula l’effetto della pelle. Per non romperla è sufficiente scucire con molta cura, per evitare gli strappi.
Dopo la rimozione dell’'etichetta possiamo procedere a scucire la cintura del pantalone. Partiamo dalla zona del bottone. La cintura è unita al pantalone da una impuntura semplice. Cerchiamo di incidere con il taglia asole i primi punti che cuciono la cintura, tagliando quel tanto che basta a creare un ingresso per la punta della forbice da cucito. Una volta creato il passaggio con pazienza potremo procedere a scucire la cintura tagliando velocemente i punti per tutta la sua lunghezza. Un effetto dato da questa operazione è la sensazione tattile dell'’uso della forbice sul filato dell'’impuntura che si spezza. Così come il tessuto del jeans invecchia, diventa liso e scolorito nei punti di articolazione di chi li ha portati (ginocchia, cosce, tasche, orlo) anche le cuciture invecchiano e subiscono quello che io definisco un processo di incrudimento del filato di cucitura. Così come l'’acciaio subisce nel tempo un tale processo, perdendo un pò’ di elasticità, a favore della resistenza, anche il filato a suo modo la perde, mantenendo e aumentando la robustezza per il suo normale uso, ma diventando più fragile nel momento di recisione. Le cuciture incrudite sono più semplici da disfare, perché più facili da tagliare. Ottenuta la cintura avremo un altro elemento di sicuro interesse da osservare: l’'oggetto cintura possiede un'’asola, un lucente bottone perfettamente rivettato e parte dell'’impronta dell’'etichetta. Pensiamo cosa potrebbe ispirare nel nostro futuro processo di design e progettazione.

Come smontare un paio di jeans di Gabriella Gai

LE TASCHE

Come smontare un paio di jeans di Gabriella Gai

Ed eccoci ad affrontare la separazione dell'’elemento più caratteristico del jeans: le tasche. Contrariamente a ciò che siamo portati a immaginare (due tasche posteriori) le tasche nel pantalone jeans sono ben cinque, come i passanti (non conosco la relazione che lega i due valori). I Levi’s 501 vengono anche denominati i 5 tasche, un modello che ha fortemente influenzato la produzione di altri grandi brands di jeans nel mondo.
La tasca posteriore di un jeans è l’'elemento più cannibalizzato del pantalone, staccato per primo quando si decide di liberarsi dell’'indumento. Non conosco il significato antropologico che accompagna questo gesto, fatto sta che molte mie coetanee conservano la tasca di un loro vecchio paio di jeans, come feticcio vintage anni ‘70 da esibire nell'’album dei lontani ricordi. Osservata come oggetto, la tasca posteriore di un jeans è un vero design, ricco di armonia di proporzioni.

Come smontare un paio di jeans di Gabriella Gai

Ad ogni taglia di jeans corrisponde la precisa dimensione della tasca posteriore e sono sicura che con i giusti calcoli, valutandone le dimensioni, si potrebbe risalire alla taglia del pantalone! Il distacco delle tasche posteriori inizia con la scucitura delle travette ferma tasca, quelle in alto, che servono a fermare saldamente il tessuto della tasca al pantalone. In un punto di sollecitazione così forte (immaginate quante volte mettiamo e togliamo oggetti dalla tasca del nostro jeans, dalle chiavi al portafoglio) se non ci fossero quelle robuste impunture la tasca sarebbe sempre da ricucire. Con il taglia asole possiamo fare strada alle nostre forbici da cucito, come abbiamo già avuto modo di provare. La tasca si staccherà facilmente, mantenendo la sua forma originale. Possiamo eliminare il filo della doppia cucitura che la univa al pantalone, senza insistere a eliminare il decoro della travetta. Il segno lasciato dal filo ci aiuterà a ricucirla in altra posizione, sempre che risulti interessante recuperare questo elemento in un nuovo progetto di design. Altro elemento importante lasciato dal distacco della tasca posteriore è l’'impronta di differente scolorimento del tessuto. Questo particolare effetto che io ritengo una delle tanti cose inaspettate regalate dal jeans è altra sicura fonte di estro progettuale.
Le altre tre tasche, poste sul davanti del pantalone non sono un elemento di sola applicazione, ma segnano fortemente il modello del pantalone stesso. Come smontare un paio di jeans di Gabriella Gai

Utili a mettere qualunque cosa, comprese le mani, in un comune gesto comportamentale (aiutano una posizione di riposo), le tasche anteriori sono un elemento sartoriale molto complesso. Intanto sono dotate di un una fodera in telina che funge da sacchetto libero, sufficientemente capiente per infilarci oggetti che non vogliamo tenere in mano.
Non dimentichiamo che il jeans è un pantalone da lavoro, diventato di uso comune proprio per la sua comodità. Le tasche anteriori fatte in quel modo hanno fortemente condizionato la scelta, forse inconsapevole, dell’'uso così frequente di questo capo d'’abbigliamento. Quante persone, proprio non rinunciando ad utilizzare le tasche anteriori del jeans hanno buttato in lavatrice jeans e oggetti in esse contenuti, lavando chiavi, documenti, fazzoletti, scordati nel pantalone preferito!
Le tasche anteriori non sono solo differenti per modello da quelle posteriori. In realtà quella destra ha internamente una piccolissima tasca, ben evidenziata da rivetti metallici. La taschina oggi è un vezzo, più che una vera utilità. Alle origini serviva per contenere un orologio, detto appunto da taschino: la cipolla dei nostri, ormai… bisnonni. Nel nostro progetto potrebbe svolgere altra funzione, …da destinarsi.

Come smontare un paio di jeans di Gabriella Gai

Come smontare un paio di jeans di Gabriella Gai

Rileviamo in seguito come altre caratteristiche del pantalone smontato possano diventare elementi decorativi: la patta di chiusura ad asole e bottoni che per alcuni rappresenta il dettaglio più originale di un autentico jeans. La scoloritura messa in evidenza dalle cuciture disfatte e aperte. La naturale sfrangiatura del tessuto, da evidenziare come elemento decorativo in nuove cuciture. Per ultimare il nostro lavoro di smontaggio possiamo procedere scucendo la cucitura semplice che corre lungo tutto il fianco del pantalone, dalla cintura all’'orlo di ciascuna gamba.
Scucendo su questo lato conserveremo la cucitura doppia che vediamo all’'interno della gamba (dal cavallo del pantalone all’orlo); mantenendola potremo riutilizzarla come elemento decorativo nel nostro futuro progetto. Scucendo la cucitura doppia otteniamo un diverso tipo di risultato: il pantalone è aperto dall’'interno della gamba e ci offre una diversa continuità di tessuto (vedi immagine in alto).

ORLI ORIGINALI

Come smontare un paio di jeans di Gabriella Gai

Se il pantalone è dotato di orlo originale possiamo scegliere di conservarlo per un componente del futuro design che preveda un orlo a vista: ad esempio il bordo di una grande tasca di un oggetto di arredo, la patta di una borsa, etc..
Se invece desideriamo tagliarlo, facciamolo con la cura necessaria per preservare una parte che da orlo si può trasformare in robusto cordone, utile come chiusura di una borsa o di un sacco, o come semplice fatto decorativo.

MEMORIE DEL TESSUTO

Come smontare un paio di jeans di Gabriella Gai

Come già più volte citato da Giovanni Cappellotto , il tessuto denim, il jeans hanno un valore particolare. Il denim è un tessuto che accumula memoria, che ricorda tutti i trattamenti subiti e li mette in grande evidenza. Cosa altro è il lavaggio del jeans se non la costruzione di un vissuto artificiale che si lega al prodotto stesso per connotarlo di una storia e di una vita vera?
Un valore così importante e singolare come quello citato da Giovanni Cappellotto non può che essere messo in evidenza e a maggior ragione nel nostro caso, quello di un jeans usato davvero, un jeans che ha subito tutti lavaggi e i trattamenti dovuti al tempo. Analizziamo il nostro denim ormai sezionato: scoloriture, scrivente del tessuto liso (si percepisce al passaggio della mano), piccole lacerazioni, fori. Come smontare un paio di jeans di Gabriella Gai

E’ questa la bellezza da mettere in evidenza, da valorizzare, da arricchire con elementi decorativi in netto contrasto con la povertà del materiale. Questo è un tessuto che si presta come supporto di tutto: al ricamo, alla stampa serigrafica, alla pittura, allo stencil, all'’applicazione di altri materiali tessili, di pellami sintetici e non, di pellicce ecologiche e non. Non c’è materiale che accostato al denim non possa armonizzare con lui. Osiamo quindi con il design e ricordiamo che qualunque oggetto venga progettato e prodotto con jeans usato partirà già con una sua storia, con una sua anima.

TEMPI DI LAVORAZIONE

Di solito un'’ora e mezza circa sono sufficienti ad eseguire tutte le operazioni di smontaggio fino a qui descritte. Per un uso qualitativamente alto del tessuto di riciclo ottenuto è necessario in seguito ripulire le varie parti di tessuto ottenute dal filo di risulta di tutte le cuciture che sono state aperte. Questo comporta pazienza e l’'uso di una spazzola per facilitarne l’'eliminazione.

 

 Le immagini e l'idea di questa particolare realizzazione sono un copyright (c) di Gabriella Gai
E' proibita la riproduzione per scopi commerciali.  

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