Antica manifattura GinoriTesto ed immagini tratte dal museo Richard Ginori. Museo di Doccia

La Manifattura di Doccia sorge nel 1737 nelle vicinanze di Firenze per volere del Marchese Carlo Ginori che aveva adibito a tale scopo la propria Villa Buondelmonti. Storicamente la nascita della Manifattura si colloca in un periodo particolare per il Granducato di Toscana: è l'anno della morte dell'ultimo esponente della dinastia dei Medici e come nuovo Granduca di Toscana veniva scelto Francesco Stefano di Lorena, consorte di Maria Teresa d'Asburgo.

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ceramica Gli anni fino al 1742 vengono considerati una fase sperimentale: la Manifattura infatti non riuscì subito a produrre manufatti di buona qualità, da una parte per mancanza di personale qualificato, dall'altra per non aver ancora trovato la composizione ottimale degli impasti, determinanti per la qualità e la resistenza della porcellana. Carlo Ginori aveva provveduto ad assumere due personaggi che si riveleranno fondamentali per il futuro della Manifattura: un certo Giorgio Delle Torri , fornaciaio e manipolatore di paste, e Carl Anreiter von Ziernfeld , pittore viennese.

I costi di produzione erano ancora alti e onde evitare un bilancio passivo della Manifattura, durante la fase sperimentale il Marchese Ginori continuò a produrre maioliche, con la cui vendita riuscì parzialmente a finanziare la produzione pionieristica della porcellana.

ceramica Negli ultimi anni della sua vita il Marchese fece costruire a Villa Buondelmonti una Galleria affrescata con scene originali del processo di fabbricazione della porcellana, ornandola con due grandi lumiere formate da ghirlande di fiori in porcellana e da un alto caminetto interamente in porcellana: in questa Galleria egli espose i migliori manufatti, incluse le splendide plastiche di soggetto mitologico e religioso, che vi restarono fino al 1965 quando venne costruito l'attuale Museo sito a Sesto Fiorentino. Il Marchese Carlo Ginori si spense nel 1757 a soli 55 anni, lasciando in eredità ai suoi figli una Manifattura ormai ben avviata.

A partire dagli anni '40 viene incrementata e diversificata la produzione degli oggetti: vengono realizzate caffettiere, zuppiere, vasi e compaiono le prime teiere. Da menzionare i beccucci che assumevano forma di serpente o volatile, mentre i punti di giuntura del manico erano costituiti da teste di ariete.
Le tazzine hanno la tipica forma a campana e cominciano ad essere fornite di robusti manici a forma di orecchio.
piattoUn gruppo particolare della produzione di Doccia è rappresentato dalle porcellane decorate "a stampino" rappresentanti prevalentemente ciocche o mazzetti di foglie e fiori. Uno dei decori più famosi, di ispirazione orientale, è quello definito a fiori di vari colori alla cinese, ora meglio conosciuto come del "tulipano" anche se questa definizione non è mai stata ufficialmente utilizzata a Doccia.
"Il galletto" è uno dei decori più conosciuti e ripetuti a Doccia, ed ebbe molto successo sin dai primi anni. Si tratta di due galli di profilo che combattono su dei massi, con uno sfondo composto da uno o più alberi con rami intrecciati.
Maggiore impegno era richiesto dai pittori per le decorazioni "a paesaggio" : si trattava di vedute classiche di campagna, case, rovine e ponti dipinti entro una cartella. Le decorazione "alla Sassonia" o "alla sassone" , utilizzata sin dal 1740, è caratterizzata da cartelle molto elaborate contenenti piccole figure con sfondo di paesaggio.
Un'altra produzione caratteristica del primo periodo, che pare sia iniziata alla fine degli anni Quaranta, è costituita dagli oggetti "a doppia parete" : si tratta di recipienti con una parete interna puramente contenitiva, generalmente decorata a stampino e, a poca distanza, di una altra parete più elaborata e traforata.

vaso Lo scopo della parete esterna non era solo di tipo estetico, ma anche funzionale per evitare di scottarsi le mani con il calore delle bevande contenute.
Grazie ad un'attenta analisi degli archivi storici della famiglia Ginori è stato possibile attribuire a Doccia la produzione di porcellane a bassorilievo che erroneamente era stata attribuita alla fabbrica napoletana di Carlo di Borbone e chiamati pertanto "tipo Capodimonte" : porcellanadagli inventari dell'epoca è stato possibile verificare che le porcellane a bassorilievo furono fabbricate in gran numero durante il primo periodo della Manifattura.
Oltre alla produzione di serviti da tavola ed altro oggetti in porcellana la Manifattura si cimentò sin dai primi anni nella produzione di plastiche , vera e propria passione del Marchese Carlo Ginori che lo portò ad acquistare negli anni 1743-1744 una serie di cere dal figlio dello sculture Massimiliano Soldani Benzi , da Vincenzo Foggini , figlio dell'ormai scomparso Giovanni Battista, e da Giovanni Battista Piamontini.

Le immagini e l'idea di questa particolare realizzazione sono un copyright (c) di Hobbydonna.it

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