Sempre più spesso, in questi giorni, si sente parlare di "comunicazione virale". In termini semplici, si tratta di un "passaparola" che, sfruttando le capacità comunicative di pochi soggetti interessati a trasmettere un messaggio, trova ampia diffusione in un numero sempre maggiore di utenti.

Il messaggio si propaga in maniera esponenziale, "contagiando" così moltissime persone.
Avete presente i meme? oppure i video degli "epic fail"? Quei contenuti che tutti i vostri amici hanno condiviso? Ecco, in questo caso parliamo proprio di "contenuti virali". Torniamo ora alle vostre pagine e vediamo come si può applicare il discorso "viralità" ai contenuti che pubblicate.

Se avete una pagina Facebook vi sarete sicuramente resi conto che diffondere i propri contenuti è tutt'altro che semplice.
L'utente ha sempre bisogno di una motivazione valida per condividere i vostri contenuti e se questa motivazione non gli viene fornita, il contenuto non viene condiviso. Semplice no?

Immagino che qualcuno di voi si stia chiedendo "ok, e quindi? Come si creano questi contenuti virali?"
Mettiamoci subito l'anima in pace: non esiste una formula segreta che possa rispondere a questa domanda. Non c'è una soluzione oggettiva: ogni realtà ha la sua risposta, in base alla propria esperienza. Possiamo però capire quali sono le meccaniche che possono condurci, con impegno e dedizione, alla realizzazione di questi contenuti virali.

CREAUNASTORIA


Tempo fa, un grandissimo esperto di grafica e comunicazione, a proposito di questo argomento, ha detto:" Come tutte le cose, ci vuole tempo, molto tempo, e pazienza.
Serve trovare una storia da raccontare che interessi gli altri. E poi serve, come in tutto, un po' di fortuna. Non c'è la ricetta del successo. Però sono convinto che la tenacia e la pazienza siano tutto.
" Ok, cosa significa raccontare una storia?"  Raccontare una storia vuol dire trovare un filo conduttore nei vostri contenuti che dia una  continuità a ciò che scrivete e pubblicate, invogliando la gente a seguirvi per saperne di più.
Moltissime creative, ad esempio, pubblicano foto della loro quotidianità fuori dal lavoro, per creare empatia con chi legge. Si instaura così quel rapporto "social" che abbatte la distanza "azienda - cliente". In fondo voi vendete un lavoro che vi identifica personalmente. Potete anche decidere di tenervi legati ad un determinato "stile" di lavoro che sia solo vostro; in questo modo la personalità del lavoro si rafforzerà trovando riconoscimento tra il pubblico.
C'è poi chi decide di estremizzare puntando tutto sulla propria immagine. A quel punto il prodotto vende perché "il personaggio" è popolare. Può essere una scelta più o meno opinabile. Siete voi a stabilire sempre e comunque quali sono le vostre priorità e cosa volete che emerga dalla vostra comunicazione. Se riuscirete a mantenere questo "filo conduttore", le persone inizieranno ad interessarsi alla vostra storia e, di conseguenza, ai vostri contenuti.
Ricordatevi che quando vendete una creazione, non state vendendo la creazione fine a se stessa, ma anche ciò che rappresenta, ciò che rappresentate voi e ciò che le persone hanno percepito del vostro lavoro. Se credete veramente in quello che fate, sono sicura che troverete la strada giusta per una comunicazione vincente.
Bene, ora non vi resta che rimboccarvi le maniche! :) vi auguro un buon lavoro. 


Nel prossimo articolo, parleremo di blog e siti web.

 

 

Le immagini ed il contenuto di questo articolo sono un copyright (c) di Alessandra Loreti
E' proibita la riproduzione per scopi commerciali.

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