balloQuesta  rubrica è stata gentilmente offerta dall'Editoriale Campi che pubblica l'Almanacco Barbanera, dal 1762 il più celebre almanacco d'Italia che festeggia nel 2012 il suo 250° anniversario.

In forma ballando
Con l’'estate ormai alle porte farà piacere a molti sapere che il ballo costituisce un’'attività davvero perfetta per rimanere o tornare in forma. Oltretutto, lo si pratica volentieri, perché è piacevole e divertente. Il ballo fa molto bene alla salute: permette infatti di consumare circa 400 calorie all’ora e, se praticato per un’ora tre volte alla settimana, è in grado di allenare l’apparato cardiovascolare, quello respiratorio, nonché le articolazioni e i muscoli, svolgendo anche  un’azione terapeutica sugli ipertesi. Muoversi a ritmo di musica fa quindi benissimo, ma va seguita un’avvertenza: sarebbe meglio non specializzarsi in un solo tipo di ballo. È preferibile impararne almeno due o tre, come valzer, cha cha cha, tango o salsa: in questo modo, infatti, si riesce a mantenere in attività tutte le articolazioni e si potenziano ugualmente i muscoli, evitando di sovraccaricare soltanto alcune parti del corpo.

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PIU' BELLI E IN FORMA
Via il gonfiore
Per combattere il gonfiore a caviglie, gambe, ventre e palpebre fare un’infusione con 1 cucchiaino di semi di finocchio, 1 di timo serpillo e 1 di grani di anice in ½ litro d’acqua, 3 tazze al giorno.

Pediluvi e spennellature
In caso di infezione fungina alle unghie dei piedi, si può trattarla con pediluvi quotidiani fatti con 2 parti di acqua e 1 di aceto di mele. Efficaci anche le spennellature di tea tree oil.

Crema naturale
Per preparare una crema protettiva, raccogliete 2 manciate di fiori di sambuco. A bagnomaria con fuoco dolcissimo lasciateli macerare in 4 cucchiai di pura cera d’api per 40 minuti. Spegnete il fuoco, aggiungete 2 cucchiai di olio di mandorle, mescolate, filtrate, mettete in un barattolo, fate raffreddare, chiudete bene. fiori

IL LINGUAGGIO DEI FIORI

Il non ti scordar di me, simbolo dell’amore fedele

Il myosotis, più conosciuto col nome di “non ti scordar di me”, è un fiorellino azzurro, fragile quanto nessun altro, che veniva utilizzato tra Ottocento e Novecento per indicare l’amore fedele e duraturo. Una leggenda popolare narra che due giovani innamorati camminavano lungo le sponde del fiume: il ragazzo volle chinarsi per raccogliere dei myosotis e fatalmente scivolò nella corrente. Prima di essere trascinato via gettò, come per un ultimo congedo, i fiori alla fidanzata gridandole: “Non ti scordar di me!”. Anticamente, i Romani utilizzavano questo bel fiorellino, che chiamavano “erba sacra”, per preparare una pozione benefica per gli occhi. Secondo Plinio il Vecchio, il myosotis o “non ti scordar di me”, forse per le sue proprietà terapeutiche, era ritenuto simbolo della salvezza da tutto ciò che rende cupa la vita, anche dal dolore.


Hanno detto

La nostra psiche è costituita in armonia con la struttura dell’universo, e ciò che accade nel macrocosmo accade egualmente negli infinitesimi e più soggettivi recessi dell’anima.
Carl Gustav Jung

 

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