In Inghilterra ogni città ha un albero di Natale pieno di palline colorate, luci e una stella luccicante posta in cima. I genitori inglesi, aiutati dai figli, decorano le loro case con edera, agrifoglio e vischio. A Londra, a Trafalgar Square, c'è sempre un enorme albero di Natale, regalato dalla Norvegia. I canti natalizi sono una consuetudine britannica, le persone vanno da una casa all'altra, cantando canzoni di Natale; vengono offerte bibite agli adulti, dolci e caramelle ai piccoli. Già dal periodo feudale si usava ricoprire di agrifogli i soffitti delle sale dei castelli, perché portava fortuna. Tutti facevano festa, gli attori si improvvisavano buffoni, infine mangiavano il piatto d'onore che era la testa di un cinghiale.

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In Svezia le mamme per la notte di Natale mettono un po' di paglia nelle culle per far dormire simbolicamente i propri bambini come Gesù.
In Polonia la tavola imbandita in famiglia ha un posto in più destinato al Bambino Gesù.
In Austria nei villaggi si organizza una simpatica "corrida" in cui viene liberato un piccolo maialino e chi lo prende in braccio sarà fortunato.
In Ungheria i Magiari vanno in silenzio alla fonte per attingere l'acqua.
Nell'ex Jugoslavia sul ceppo che arde si rinnova un antichissimo rito di origine greca: si bruciano vino e grano in segno di ringraziamento.
In Portogallo i fedeli vanno alla messa di mezzanotte tenendo in mano rami accesi di ginepro.
In Germania quando ancora c'era il muro di Berlino in ogni casa alla finestra c'era una candela accesa con la scritta "Natale Insieme" in segno di solidarietà tra i tedeschi dell'ovest a quelli dell'est e viceversa. Lungo il famoso muro che li separava gli abitanti del settore occidentale disponevano una fila di abeti.
Una volta nell'ex U.R.S.S. si celebrava una sola messa nella chiesa di San Luigi dei francesi, l'unica che era aperta al culto, anche se il governo tentava di educare i giovani all'ateismo trasformando il Natale nella festa di Nonno Gelo. A oltre 50 anni dalla rivoluzione d'Ottobre nella Russia meridionale esisteva ancora un minuscolo villaggio che aveva un nome significativo:si chiamava Natale.
In Spagna la vigilia è la "Noche buena". I bambini vanno di porta, in porta, recano gli auguri, visitano Presepi allestiti in ogni casa e cantano canzoncine: "i villancicas".

La storia dell'albero di Natale I popoli germanici anticamente usavano piantare un abete ornato di festoni e ghirlande nel periodo del passaggio tra l'autunno e l'inverno e bruciavano, dato il freddo dei loro rigidi inverni, un grosso ceppo sul fuoco. La cenere prodotta veniva sparsa per i campi come auspicio per un buon raccolto. Più tardi la religione Cristiana ha fatto propri questi rituali e simboli. L'abete è visto come l'Albero della vita nominato dalla Bibbia e le decorazioni simboleggiano i copiosi doni di Dio per gli uomini.
L'utilizzo dell'abete come simbolo natalizio e delle decorazioni scintillanti furono adottati in tutta l' Europa e soprattutto in quella del Nord e negli Stati Uniti e circa a metà dell'Ottocento, alcuni fabbricanti tedeschi cominciarono a produrre in maniera rtigianale le prime decorazioni . E' per questo che anche la tradizione dei mercatini Natalizi proviene dal Nord Europa e sorattutto dalla Germania.
Alla fine dell '800 la regina Margherita, moglie di Umberto I di Savoia , importò la tradizione di allestire un abete carico di decorazioni nelle sale del Quirinale dove la famiglia reale risiedeva.
 

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